Un progetto che ha lasciato il segno: conclusa l’iniziativa dedicata ai giovani dell’automotive

Formare oggi per costruire il domani: il progetto che ha portato l’officina dentro la scuola

Un percorso nato con un obiettivo chiaro: avvicinare i giovani al mondo reale delle officine, trasferendo competenze concrete e creando un ponte tra formazione e lavoro.
Oggi, a progetto concluso, facciamo il punto insieme a Umberto Mannato, Responsabile Amministrativo di Umberto Rosiello Srl e referente dell’iniziativa “Formiamo i giovani per le officine del futuro”.

Dott. Mannato, partiamo da una domanda semplice: che bilancio fate di questo progetto?Il bilancio è estremamente positivo.
Siamo partiti con l’idea di offrire qualcosa di concreto ai ragazzi, ma il risultato è andato oltre le aspettative.
Non è stato solo un progetto formativo: è diventato un’esperienza che ha coinvolto studenti, docenti e professionisti in modo autentico.
Se ne è parlato anche fuori dall’aula, ed è questo uno degli indicatori più importanti del suo impatto.

Cosa l’ha colpita di più durante questo percorso?
Sicuramente l’atteggiamento dei ragazzi.
Spesso si tende a descrivere le nuove generazioni in modo superficiale, ma quello che abbiamo visto è stato molto diverso: partecipazione, educazione, rispetto.
Hanno ascoltato, fatto domande, si sono messi in gioco.
E questo dimostra che, quando vengono coinvolti nel modo giusto, i giovani rispondono.

Un ruolo importante lo ha avuto anche la scuola. Quanto ha inciso?
Molto.
Quando una scuola crede davvero in queste iniziative, la differenza si vede.
Il professore Corbo, che ha seguito il progetto sin dall’inizio, lo ha fatto con entusiasmo e attenzione, accompagnando i ragazzi durante tutto il percorso.
E questo è fondamentale: senza un contesto scolastico che valorizza queste esperienze, anche i progetti migliori rischiano di perdere efficacia.

Parliamo della parte tecnica: quanto è stato importante il contributo dell’ing. Antonio Piscopo?
Determinante.
L’ingegnere Piscopo ha saputo fare qualcosa che non è affatto scontato: trasmettere contenuti tecnici in modo coinvolgente.
Ha parlato il linguaggio dei ragazzi, li ha tenuti attenti, li ha resi partecipi.
Questo è il vero valore della formazione: non solo spiegare, ma far comprendere.

C’è stato anche un momento particolarmente significativo durante la chiusura del progetto?
Sì, e non è arrivato da noi.
Un ragazzo è intervenuto spontaneamente per raccontare quanto questa esperienza sia stata utile per lui.
Ha riconosciuto il valore del progetto in modo diretto, senza filtri.
Ecco, in quel momento abbiamo avuto la conferma più importante: quello che abbiamo fatto è arrivato davvero.

Questo progetto è stato sostenuto anche economicamente. Quanto è importante questo aspetto?
È fondamentale.
Un’iniziativa del genere richiede investimenti concreti, e Umberto Rosiello Srl, insieme a LKQ Rhiag, ha scelto di sostenerla proprio perché crede nel valore della formazione.
Allo stesso tempo, però, è importante che anche il sistema scolastico investa di più in queste attività.
Perché non si tratta di “progetti extra”, ma di strumenti reali per preparare i ragazzi al futuro.

Che messaggio vi portate a casa da questa esperienza?
Che oggi non possiamo più parlare solo di formazione teorica.
Servono esperienze, contatto con il lavoro, confronto diretto con chi ogni giorno opera nel settore.
Ma soprattutto, servono valori: rispetto, impegno, crescita personale.
Perché il mondo del lavoro cambia, ma queste basi restano.
E se vogliamo davvero costruire le officine del futuro, dobbiamo partire proprio da qui.

Guardando avanti: è un’esperienza che rifareste?
Senza dubbio sì.
Anzi, l’obiettivo è continuare su questa strada, ampliando e migliorando il progetto.
Perché investire nei giovani oggi significa costruire competenze, ma anche responsabilità.
Ed è una scelta che riguarda tutti.